Qualcuno si diverte a scomporre il puzzle, anche il 1.Maggio. Succede a Bologna. Purtroppo.
Cosa ne pensate?

aprile 14, 2011 di blogsherwood
Qualcuno si diverte a scomporre il puzzle, anche il 1.Maggio. Succede a Bologna. Purtroppo.
Cosa ne pensate?

No no no, assolutamente no.
Sono un lavoratore, si, in questo periodo di grande complessità penso di avere la fortuna di appartenere allo “status” di lavoratore.
Il Primo Maggio? E’ la festa del lavoro e dei lavoratori, almeno così mi risulta, così ho sempre creduto fosse.
Penso che i lavoratori divisi siano più deboli, così come lo è chi li rappresenta se è diviso.
Non mi piacciono feste separate, ripetuti scioperi di sigla, critiche che dividono e rendono più deboli TUTTI I LAVORATORI a discapito delle aziende. Vorrei che i sindacati, tutti, facessero tutela e assistenza ai lavoratori, tutti. Basta ideologie, spasmodica ricerca di visibilità, politica. Il sindacato è altro, o no?
Il primo maggio è la festa di TUTTI i lavoratori e non dei sindacati o, ancora peggio, di un sindacato. E’ un colpo basso all’unità dei lavoratori ed un segnale di divisione che alimenta ulteriore debolezza sulla categoria. Forse qualcuno, per una propria utopica visione del mondo del lavoro, non si è accorto di come la figura del lavoratore sia stata indebolita e dequalificata in termini di perdita di diritti e di dignità. Cosa ne pensano i lavoratori della Cgil? Si sentono più tutelati e difesi restando nel loro guscio?
Paolo a Riccione “Corso sulla comunicazione”
noto, e mi preoccupo, una certa similitudine fra la Lega e la Cgil: quella di fare i fratelli separati! Ma mentre la lega (di Bossi) nasce da un mal di pancia, la Cgil nasce da ben altri
albori, che vedevano TUTTI i lavoratori uniti alla conquista di
valori e risultati condivisi. Momenti epici, di lotta anche dura, ma perdinci c’eravamo tutti (”uniti si vince” ricordate?).
Adesso, dopo vent’anni e oltre di basso profilo, cosa c’è
rimasto di quella grinta, di quella voglia di guardare avanti, lontano?
Sono un vecchio pensionato, ex molte cose, ma perdinci nel
cuore certi valori non invecchiano. Alla fine chi ci guadagna sarà sempre colui che ha favorito la politica del ”divide et impera”.
Quindi cerchiamo di ricucire gli strappi fra le sigle e, alla fine,
facciamogli vedere che siamo ancora in piedi, che non siamo
ancora pronti per il ‘bunga bunga’.
Scusate lo sfogo, ma non se ne può più di sta lagna.
erano gli anni 70 e, studente universitario, partecipavo ai cortei; obiettivo: cambiare il mondo. davanti, a guidare le masse, le avanguardie, quelli più avanti, quelli più a sinistra
risultato: gli anni di piombo, moro ammazzato, il pci mai al governo
erano gli anni 90 e, speranzoso, mi godevo, per la prima volta, un governo moderato progressista, però quelli più avanti, quelli più pacifisti, quelli più a sinistra, decisero che il governo doveva cadere
risultato: 20 anni di berlusconi
sono gli anni 10 e i lavoratori sono vittime di una grave crisi economica, pagano solo loro le tasse, vedono posti di lavoro volatilizzarsi e allora quelli più avanti, quelli più sindacalisti, quelli più a sinistra decidono di rompere il sindacato e fare da soli, andare in piazza da soli, scioperare da soli, meglio salvare i diritti e pazienza se si perde il lavoro ma niente accordi!!
risultato?… ho paura di indovinare i prossimi 20 anni
fermate il pianeta (voglio scendere)
Vorrei sapere dalla CGIL quale è il concetto che hanno di lavoratore. Forse sono lavoratori solo quelli iscritti da loro?
In tal caso non festeggiono la festa dei Lavoratori ma quella degli iscritti.
Certamente la spaccatura dei sindacati nuoce gravemente alla salute dei lavoratori.
Non sono sicuro che la responsabilità sia solo della CGIL, ma certamente la sua volontà è riconoscibile in maniera evidente.
Qual è la convenienza ? Intercettare il malcontento ? Accentuare la contrapposizione per dare maggiore evidenza al “marchio” CGIL e recuperare iscritti ? E poi, perché solo a Bologna ?
Quante cose ignoriamo … ma la risposta soffia nel vento, e fa anche un po’ puzza …
condivido quello che ha scritto uncadunca nella risposta del 14 aprile: è quello che ho pensato e vissuto anche io; purtroppo anche le vicende del 1° maggio a Torino, così come lo sciopero del 6 maggio, addensano nuove nubi sullo scenario futuro dell’unità sindacale
credo comunque che la maggior parte dei lavoratori comprenda e condivida quello che è la visione del nostro sindacato: “non può esserci nessuna rivendicazione, se non c’è occupazione” (Giuseppe Gallo)
Sono assolutamente d’accordo con le vostre riflessioni del FibaLink nr 50 (http://www.fibaer.it)
Mi complimento per l’equilibrio con cui affrontate la situazione sindacale del momento presente.
L’unità sindacale non può essere sbandierata a comando da chi prima spacca, divide con arroganza, fa politica e non sindacato e poi ha la faccia tosta di richiamare tutti a raccolta citando a sproposito niente di meno che il capo dello Stato.
L’unità sindacale si fa sui contenuti e sulle proposte, non sugli slogan a comando. Un saluto da un vostro vecchio iscritto.
F.S. – Modena
iL PROBLEMA è UNO SOLO!!!!!!!
I SINDACATI NON HANNO PIU’ IL PESO CHE DOVREBBERO AVERE !
VB
Mi associo a quanto detto da molti di voi, anche Valentino ha ragione. E’ tutto vero, un mare di inchiostro anche telematico è stato versato per scrivere delle divisioni, delle incoerenze, degli obiettivi dichiarati e degli obiettivi “occulti”. e intanto che parliamo, a volte in modo costruttivo, a volte meno, ci scivola dalle mani quella moneta d’oro, preziossima, della tutela del lavoro e dei lavoratori.
Sono pessimista oggi, e spero tanto di sbagliarmi. Vorrei che ognuno facesse il suo ruolo: che il partito facesse il partito, il sindacato facesse il sindacato, il datore di lavoro facesse il datore di lavoro.
E che ci fosse lavoro per il lavoratore…
Anche a me è piaciuto molto il Fibalink 50.