(Venanzio)
Una vita, la mia, senza certezze. Tranne una: il dubbio.
Per il resto miti. Alcuni. Il Milan (quando dissi Milan per la prima volta, ben prima di “mamma”, l’attuale presidente vendeva spazzole porta a porta); l’Alfa Romeo (benché proprietario di una utilitaria francese ho, nel cuore e nel porta chiavi, il Biscione), la Moto Morini che ancora conservo,rossa, sotto ad un telo rosso, in cantina; Agostini e la MV Agusta. E poi Jarno Saarinen, Renzo Pasolini e altre cosette, carine un sacco che non posso menzionare qui se non previo il pronunciamento della buon costume…
Una foto, sulla Morini per l’appunto, che testimonia quanti capelli avevo. I miei affetti più cari, se si escludono, ovviamente, quelli famigliari. Una vita che si è dipanata attorno a questi cardini, poco d’altro. Il tifo, un po’ strozzato, per Valentino, un pilota italiano sì ma su di una moto giapponese. La speranza, coltivata a lungo, di vederlo sulla “Rossa” a due ruote, la Ducati… Poi, il sogno che si avvera. Oh!, roba che se lo mandi a cagare in dialetto lui ti risponde. Incredibile. Già, la Ducati…
Chi sa se Vale sarà felice di andare a spendere la faccia (e il culo, ad ogni curva) per gente che in fabbrica ha cancellato i cinque minuti di stacco per lavarsi le mani prima del pranzo e del fine turno… E’, era, una antica consuetudine non sancita da nessuna regola se non da quella del buon senso e dell’igiene: gli operai, prima di mangiare, si lavavano le mani….
Luigi Torlai, capo del personale Ducati, dice, cito testualmente: “Dobbiamo recuperare efficienza e questo è solo uno dei sistemi, peraltro indolore, chiediamo agli operai di lavorare dieci minuti in più al giorno che in un anno per noi significa molto. Le mani del resto se le possono lavare all’uscita”.
Sciopero. “Della saponetta” l’hanno definito.
Così va il mondo, caro Vale. Dalla padella della Yamaha (ricordi gli operai sul tetto?), alla brace della Ducati. Non c’è pace fra gli ulivi per un pilotino, vero?
Tu, Valentino, continua a piegarti che a piegare gli operai pensano loro, tranquillo. Magari piegheranno anche i mie affetti più cari ma questo conta poco, nevvero?
Venanzio