Riceviamo e pubblichiamo:
Ciao, il mio punto di vista è pragmatico e semplice, io penso che la filosofia di pensiero della CISL è di stile anglosassone, razionale e pragmatica ma al tempo stesso
flessibile per ottenere i risultati massimi possibili tempo per tempi, mentre la CGIL (e moltissimo di più la Fiom) ha una filosofia di pensiero di stampo latino, orientata prevalentemente alla pancia anzichè al cervello delle persone, quindi è per certi versi meglio comprensibile sull’immediato all’istinto che guida le persone, ma è ovvio che sul medio e lungo periodo fa emergere le sue debolezze, non è un caso che condividano le scelte degli altri Sindacati con 15-20 anni di ritardo.
La CGIL assomiglia molto allo schieramento politico del centro destra perchè anch’esso parla alla pancia della gente, sicuramente una modalità infantile e primitiva, ma è quella che normalmente si attiva per prima nelle persone. Anch’io mi rammarico che queste modalità facciano presa su troppe persone e questa modalità è ulteriormente aggravata dalla televisione degli ultimi 30 anni che cronicizza la passività degli utenti .
La Cisl è nella stessa posizione del centro sinistra, porta avanti le problematiche con gradualità cercando di trovare soluzione nella grande complessità che ci avvolge, senza promettere la luna ma solo tutto ciò che si può, la filosofia è molto sana e positiva ma è molto lontana dai desideri che governano la gente, almeno nel breve periodo saremo sempre in difficoltà perchè dobbiamo cercare di spiegare bene e con calma gli argomenti e fino a quando non vengono capiti ci troveremo esposti agli attacchi dei grandi semplificatori: la destra e la CGIL-Fiom, per loro è sempre più facile, spesso gli basta fare rumore e attaccare tutto e tutti.
ciao da AlessandroP
Mi ritrovo in totale sintonia con ciò che ha elaborato Alessandro. Il suo ragionamento mi ha dato l’input per riflettere su queste cose; viviamo un periodo storico in cui le persone sono portate a “ragionare di pancia” e questo è il frutto di una regressione culturale che ogni giorno ci viene propinata dai mezzi d’informazione, in primis dalla TV.
Sono nato negli anni sessanta e ricordo le trasmissioni televisive in cui si cercava di acculturare gli italiani: messaggi semplici ma efficaci per far crescere e unificare il Paese. Ora assistiamo al processo inverso e mi dispiace che una grande Organizzazione Sindacale, che ha fortemente contribuito a fare la storia del sindacalismo italiano, utilizzi gli stessi beceri metodi di chi ora sta al comando della Nazione.