Chi è Borella? E cosa dice Borella? Boh? Di sicuro si sa cosa fa: tira uova e petardi…
Da Repubblica Milano del 30 settembre:
Treviglio, di Bergamo, davanti alla sede della Cisl. Qui un gruppo di lavoratori della Same, guidati dal segretario generale della Fiom-Cgil di Bergamo, Eugenio Borella, è passato alle vie di fatto lanciando uova, petardi e insulti, proprio nel giorno in cui Fim-Cisl e Uilm-Uil hanno tenuto un attivo unitario a seguito dell’accordo su Pomigliano, siglato senza la Fiom, con la presenza dei leader nazionali Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti. Una protesta che ha fatto eco ad altre iniziative analoghe sul territorio nazionale, come è avvenuto a Pomigliano, quando un gruppo di operai ha manifestato il proprio dissenso sull’intesa…
…Un invito a stemperare i toni è giunto da Nino Baseotto, segretario generale della Cgil della Lombardia: “Penso – ha scritto in una nota – che sia un errore grave qualsiasi atto che porta a considerare controparte o avversario un’altra organizzazione sindacale e non le controparti datoriali e il governo che da tempo lavorano a dividere il sindacato”.
Eh, va tutto bene… però se i Borella tirano le uova ecc… ci sarà qualcuno nel suo sindacato che glielo permette, oppure ci sarà un brodo di ”cultura” nel quale questo tortellino galleggia. E’ un segretario GENERALE o è un ufo isolato? Quanti sono i Borella nella Fiom? Se la Fiom (e la Cgil) ritenesse per un attimo di non essere l’unico sindacato sul pianeta, se fosse quell’esempio di democrazia che sostiene di essere, sicuramente perseguirebbe il dialogo per con-vincere tutte le altre organizzazioni sindacali… anzichè cercare di vincerle a forza di botte. Le dichiarazioni dei vertici CGIL vanno benissimo, ma non sono sufficienti.
- Fatti, non pug..ette. – si dice dalle mie parti…-
UncaDunca
Per coloro che sono nati negli anni 50 questi momenti li hanno vissuti nel pieno della loro giovinezza.
Allora in poco tempo si è passato dalle uova ai petardi, dai petardi alle pallottole. con le pallottole si sono uccise alcune centinaia di persone.
Speravo che a questi signori (borella) il passato avesse insegnato qualche cosa………
La democrazia non è di sinistra o di destra ….
gli squadristi non sono di sinistra o di destra …
La Libertà, la Democrazia e la Coesione Sociale sono di tutti.
Per cui attenzione in queste cose si sa da dove si comincia e non si sa poi dove si vada a finire …………………(di solito non bene)
Sì, Giovanni.
La Libertà, la Democrazia e la Coesione Sociale sono di tutti. Ma non sono per sempre e vanno difesi e tutelati.
Come?
Anche semplicemente parlandone, come stiamo cercando di fare noi, qui, ora.
Uncadunca
E’ vero che che Libertà, Democrazia e coesione sociale possono essere difese e tutelate anche solo “parlando”, ma sono sinceramente convinto che fin che ne parliamo tra di noi non riusciremo a risolvere quasi nulla…
Non credete sia ormai giunto il momento di “alzare (almeno leggermente) i toni” anche noi della Cisl e di iniziare una campagna mediatica volta a denunciare sistematicamente e chiaramente tutti questi episodi – che provengono sempre o quasi da una parte della Cgil o da qualche rappresentante della loro inconscia bassa manovalanza – in modo da provare a “sputtanare” ufficialmente sia i diretti responsabili, sia i soggetti che con il silenzio, l’accondiscendenza, e la “comprensione del fenomeno” appaiono sempre più se non i mandanti, almeno i “complici” delle nefandezze degli ultimi mesi?
O cerchiamo anche noi di attaccare (non solo difenderci) ma con le parole o temo saremo costretti ad operare su di un terreno del quale conosciamo solo i pericoli ed i rischi (per tutti!!!) ma che nessuno di noi credo sarà in grado di affrontare, a differenza degli attuali tiratori di uova-pomodori-petardi, che considero molto più pronti per l’eventuale fase dello “scontro totale” a cui pare ci stiamo sempre più avvicinando…
Sono fatti gravi, vanno giustamente stigmatizzati, valutati per tutta la loro negatività che producono per i cittadini ed i lavoratori, ma…. dobbiamo fare qualcosa.
La prima cosa che mi viene in mente è il dialogo. Come CISL possiamo tranquillamente affermare che il “dialogo” è sempre stata la nostra carta vincente.
Quindi, a mio parere è bene fermarsi a riflettere e coinvolgere nella riflessione la CGIL, la grande maggiornaza di quel sindacato, e mi riferisco soprattutto agli iscritti, a tutti quei lavoratori che di violenza proprio non ne vogliono sapere. Noi, insieme a loro, isolare veramente tutti i facinorosi che possono far degenerare la situazione da un libero confronto di idee in atti di violenza.
Se con le armi del dialogo e della buona politica riusciremo a far comprendere a tutti che l’unità sindacale è un patrimonio da comquistare e coltivare, saremo gli attori della più grande conquista sindacale degli ultimi anni. Negli interessi di tutti i lavoratori, abbiamo il dovere di individuare ogni spiraglio che ci consenta un riavvicinamento, almeno con la parte più dialogante di quel sindacato, avendo ben presente che la divisione delle forze sindacali è fortemente sponsorizzata dagli attuali governanti.
S.L.
Fatti isolati o lucida strategia?
Faccio riferimento ad Avvenire, 2 ottobre 2010, pag. 7, articolo a firma Nicola Pini, intitolato “Nella Cgil è l’ora del regolamento dei conti”.
Ebbene, mi interessa ben poco dei mal di pancia di un organizzazione che si considera una grande organizzazione e che pretende di insegnare agli altri del come si sta al mondo.
Considero la missione sindacale (si, in certi frangenti è una missione) per gente perbene, che conoscono e mettono i pratica i valori del dialogo, del confronto, della civiltà, del rispetto e della democrazia, che deve essere un modo di essere, non solo un (vuoto) slogan.
Sono stanco e schifato dei Torino, dei Treviglio, dei Livorno. Spero che anche gli onesti lavoratori che hanno affidato la loro tutela a certe persone, che si prendono la libertà di commentare tali aggressioni come “la conseguenza di un atteggiamento sbagliato, assurdo e provocatorio nei confronti dei lavoratori, di quei sindacati (Cisl e Uil) che continuano a firmare accordi…” dichiarazione di Mirko Rota, segretario regionale lombardo della Fiom (pag. 10 Avvenire 1 ottobre 2010), valutino se è davvero il caso di continuare a farsi rappresentare da tali individui.
12/10 Stanotte imbrattato il muro della Cisl a Terni… esempio classico di come una protesta si trasforma facilmente in aggressione/intimidazione.Trovato anche un pacco contenente uova e un cartello: “Lanciatevele da soli”. E questo è un esempio di come la protesta possa essere non violenta ed efficace… Non concordo in nessuno dei due casi sul merito della protesta (Pomigliano..) ma nel secondo caso la accetto e sono più disposto a dialogare… Nel primo mi incazzo e basta